Eccomi a scrivere del primo libro che mi ha iniziato alla lettura: "La ragazza delle arance" del norvegese Jostein Gaarder.
Un libro che tratta di una storia d'amore insolita, non il classico incontro che si potrebbe fare al giorno d'oggi, magari in palestra o a qualche aperitivo tra amici. Questa è la storia di un bambino Georg che riceve in eredità dal padre, deceduto da qualche anno, un diario in cui racconta la sua vita dal giorno in cui ha incontrato, su un tram di Oslo, una bellissima ragazza con in mano un sacchetto pieno di arance. Si sa, mentre si è in metro, l'equilibrio non è dei migliori così il padre preoccupato che la ragazza potesse sbilanciarsi e potesse far cadere il sacchetto si precipita verso di lei facendo però cascare proprio il famoso sacchetto di arance. Il padre di Georg però ormai è innamorato perso dello sguardo della ragazza e si arrovella, nei giorni a seguire di chi possa essere quella ragazza e se mai avrà la possibilità di vederla ancora. Il destino sembra essergli amico perchè riesce a rivederla alcuni giorni dopo in un bar, sempre con il solito sacchetto di arance in mano; i due giovani si tengono per mano in silenzio per alcuni istanti fino a che il padre di Georg non fa un altra gaffe e la ragazza corre via piangendo. Il giovane allora si chiede per quale motivo la ragazza sia corsa via piangendo? Come mai quando la vede ha sempre in mano un sacchetto di arance? Tutti interrogativi che frullano nella mente del padre di Georg che alla fine del libro rivelerà la vera identità della famosa ragazza delle arance.
Questo, come ho già detto è stato un po' il libro apripista. Mi sono innamorata di questa storia e dei suoi colpi di scena, per non parlare della curiosità che si prova mentre si cerca di scoprire quale sia l'identità della ragazza. Un libro che scorre veloce e che ti tiene incollato alle pagine per tutta la durata della storia, non c'è un solo momento di noia o di momenti morti, un libro da divorare che sotto l'ombrellone vi farà tanta compagnia!
VOTO: 9!

Nessun commento:
Posta un commento