L’insana improvvisazione di Elia Vettorel
Buongiorno
Lettori!
Oggi la recensione è in collaborazione con una giovane scrittrice Anemone Ledger
il cui libro si intitola “L’insana improvvisazione di Elia Vettorel”.

Il
libro si apre con un adulto Elia Vettorel durante la seduta da uno psicologo del
carcere in cui è rinchiuso. Il protagonista è molto restio ad aprirsi e guarda
allo psicologo con distacco e talvolta anche con sfacciata derisione. Pian
piano Elia riesce ad aprirsi e a raccontare la sua storia sin da quando era in
un orfanotrofio di suore (che lui chiama mamme), luogo visto come una prigione
e in cui non gli era permesso fare nulla, nemmeno leggere un giornale. In quel
luogo Elia non è felice e trova conforto in un amico immaginario Finn e con lui
disegna la immaginaria famiglia felice. Un giorno, a sorpresa, arriva una mamma,
che si rivelerà essere in seguito la sua vera mamma, disposta ad adottarlo, nonostante Elia sia un
bambino problematico e per niente facile. La casa dove il protagonista va a
vivere è una piccola dimora umile e con tantissimi quadri alle pareti, quadri
raffiguranti bambini che la nuova mamma di Elia giustifica come antenati in
giovane età. Solo in seguito si scoprirà che quelli raffigurati nei quadri sono
i bambini che il papà di Elia uccideva su commissione. La storia è in due tempi
che si articolano lungo tutto il libro, di pari passo. In una troviamo la
storia del protagonista sin da quando è concepito e dall’altra troviamo il
protagonista cresciuto che rivela la macabra storia della sua famiglia ad
Alice, ragazza di cui è innamorato.
Senza dubbio questo libro ha tutti i presupposti per essere una storia horror e
ci riesce anche molto bene. Trovo che sotto certi aspetti possa considerarsi
anche un libro psicologico, non tanto per il fatto che al suo interno è raccontata
una seduta da uno psicologo, quanto per la capacità dell’autrice di raccontare
ciò che Elia prova in ogni momento della sua vita. Nota dolente, ma più per una
questione di gusto personale, è il raccontare la storia in due momenti diversi
durante tutto il libro che rende difficoltoso districarsi tra un prima e un
dopo ma questo è puro gusto personale.
VOTO: 6.5
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